
Studiare, che parolone. C'è ancora tempo! Il 24 settembre è lontano.. XD ...voglio proprio vedere come ci arrivo. Se ci arrivo. °_° pensare che mi sono oltretutto prefissata di partecipare ai precorsi di chimica.. Tutti mi chiedono se sono suicida. Risposta: SI XD però... voglio far le cose fatte bene. Ho paura di non riuscire, e questo mi spinge a fare fare fare fare.
In ogni caso, questo a sinistra (se si vede, spero di si) è il mio attuale avatar di Second Life. Furry style, yeah *w*
diversamente da me, il mio avatar è styloso assai XD
se qualcuno che passa di qui vuole aggiungermi è liberissimo di farlo. Se qualcuno che passa di qui è uno di quelli che odiano i furry e ha intenzione di romper le scatole (ma più in generale a chiunque voglia disturbare e basta), là è il pulsante per chiudere la finestra.
Per ora mi relaxo e mi sdraio su queste mezzelune a cincischiare e pensare. Yep yep. °°
A presto!
La canzone è una penna e un foglio
così fragili fra queste dita,
è quel che non è, è l’erba voglio
ma può essere complessa come la vita.
La canzone è una vaga farfalla
che vola via nell’aria leggera,
una macchia azzurra, una rosa gialla,
un respiro di vento la sera,
una lucciola accesa in un prato,
un sospiro fatto di niente
ma qualche volta se ti ha afferrato
ti rimane per sempre in mente
e la scrive gente quasi normale
ma con l’anima come un bambino
che ogni tanto si mette le ali
e con le parole gioca a rimpiattino.
La canzone è una stella filante
che qualche volta diventa cometa
una meteora di fuoco bruciante
però impalpabile come la seta.
La canzone può aprirti il cuore
con la ragione o col sentimento
fatta di pane, vino, sudore
lunga una vita, lunga un momento.
Si può cantare a voce sguaiata
quando sei in branco, per allegria
o la sussurri appena accennata
se ti circonda la malinconia
e ti ricorda quel canto muto
la donna che ha fatto innamorare
le vite che tu non hai vissuto
e quella che tu vuoi dimenticare.
La canzone è una scatola magica
spesso riempita di cose futili
ma se la intessi d’ironia tragica
ti spazza via i ritornelli inutili;
è un manifesto che puoi riempire
con cose e facce da raccontare
esili vite da rivestire
e storie minime da ripagare
fatta con sette note essenziali
e quattro accordi cuciti in croce
sopra chitarre più che normali
ed una voce che non è voce
ma con carambola lessicale
può essere un prisma di rifrazione
cristallo e pietra filosofale
svettante in aria come un falcone.
Perché può nascere da un male oscuro
che è difficile diagnosticare
fra il passato appesa e il futuro,
lì presente e pronta a scappare
e la canzone diventa un sasso
lama, martello, una polveriera
che a volte morde e colpisce basso
e a volte sventola come bandiera.
La urli allora un giorno di rabbia
la getti in faccia a chi non ti piace
un grimaldello che apre ogni gabbia
pronta ad irridere chi canta e tace.
Però alla fine è fatta di fumo
veste la stoffa delle illusioni,
nebbie, ricordi, pena, profumo:
son tutto questo le mie canzoni
F.
Guccini
c'è qualcosa di profondamente sbagliato, in tutto questo.
"Il lavoro nobilita l'uomo, ma quando il lavoro diventa lavoro & lavoro & lavoro, l'uomo viene schiacciato. E non sempre dal bisogno, ma spesso dall'avidità, dall'invidia, dal desiderio, da finte necessità che ci fanno trascurare i doni più belli che gratuitamente ci circondano. Il mare, così, vuole significare tutto ciò che di grande e generoso ci circonda ed è un invito per tutti a non dimenticare i doni di Dio che in ogni istante ci vengono offerti"
S. Benedetto del Tronto.
E forse non solo al lavoro...