-Impronte nella neve
Chi Sono
Un'animo in cerca del paradiso, nel corpo di una ventenne universitaria un po' furry. Spesso molto infantile, a volte troppo pesante. In grado di cambiare umore alla velocità della luce. Un pochetto, ma giusto un pochetto, nerd. Con una passione per la favola e il racconto, che in questo posto trova un'ingiusta ma unica dimora.. Siete i benvenuti, ma fate piano!

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Credits
Template e grafica by
IN ARIA...

Immagine by
Planet Renders

Distribuito su
IN ARIA... | NST | GRAFICA DI STILE
martedì, 24 giugno 2008
Stars
Un pianeta piccolo piccolo, lontano lontano. Un'essere vivente, uno strano umano che riusciva a sopravvivere in quelle condizioni. Il pianeta era libero, in quel momento, da qualunque forza di gravità rispetto agli altri pianeti, o stelle. Ancor più stranamente sembrava spostarsi nell'universo con movimenti calmi, come quelli di una palla di gomma che rimbalzava sul terreno. E intanto girava su se stesso. Così, Lui, si trovava a guardar le cose intorno un po' per un verso, un po' per un altro.
Nella sua oscurità, cercava i punti di luce che vedeva. Vide il sole, e vi si avvicinò. Capitò vicino ai grandi pianeti del sistema solare e ne ebbe paura.Infine vide la terra, e gli esseri umani.

Solo lui, in quel momento, poteva capire
quel male di vivere che tanto logora
il cuore e la mente di ognuno di loro.

E l'inutilità dell'affannarsi
a lottar gli uni contro gli altri,
a rubare a una bocca affamata l'ultimo pezzo di pane
per tirare avanti.
Scritto da: Mikuchan89 alle ore 18:28 | link | commenti (1)
domenica, 15 giugno 2008
Il vecchio e il cieco
Scrivo questa storiella in 5 minuti di pausa dallo studio. Enjoy.

"Era quella una città decisamente affollata. Una di quelle dove ti aspetti di scendere in strada e dover fare la fila per qualunque cosa ti serva, come una brava formichina: fila per spostarti, fila per prendere il pane, fila per la posta, fila, fila, fila.... E magari di incontrare tanta gente: ma alla fine non incontri mai nessuno. Ognuno guarda davanti a sè, non vuol perdere il suo posto nella sua fila... Perciò tu non cercare di parlarci: potrebbe pensare che la stai fregando.
In una giornata uggiosa e scura, in cui il sole preferiva rimanere mollemente appoggiato sulle nuvole un po' grigie, su una panchina di quella ancor più grigia e cementata piazza che una volta brulicava di vita, v'era un anziano signore, dagli occhi azzurri come il cielo che non si vedeva, con le spalle incurvate in avanti, le mani appoggiate sul manico di un bastone che qualche anno fa forse si poteva dir nuovo, ma che ora si era un po' logorato per l'utilizzo, i capelli radi, ma ben pettinati, come ogni mattina soleva fare sempre nello stesso modo (pettinava meccanicamente anche quelli che oramai erano caduti...), una camicia azzurrina, anche quella sempre la stessa, col primo bottone sbottonato, per far vedere la catenina d'oro che gli aveva regalato dopo tanti anni di sacrifici la moglie, quella con il ciondolo a forma di croce che lui aveva apprezzato tanto, i pantaloni tirati e un po' corti, i calzini pesanti, i mocassini puliti, ma logori anch'essi... Insomma, tutto in lui sembrava passare al passato remoto. Era lo specchio di colui che era stato. Poteva anche sembrare una statua, se non fosse per il movimento silenzioso degli occhi, che scivolavano ad incontrare le veloci figure dei passanti.
Qualche giorno prima questo vecchio aveva perso il suo ultimo amico, l'unico con cui potesse parlare. Il silenzio era calato sul suo cuore e sulla sua mente, riducendolo a ciò che era ora.
Quella domenica di aprile, però, vide un bastone simile al suo indugiare sui mattoni grigi davanti a sè. La sorpresa del vecchio fu a vedere un ragazzo appena adolescente, che menava il suo bastone per poter camminare. Ma non perché le sue gambe non potevano appoggiarlo, ma perché i suoi occhi non potevano vedere.
Il bastone del ragazzo battè leggermente contro la gamba del vecchio, che non fece nemmeno un rumore. Al contrario s'alzò in piedi, dopo tanto. Appoggiò una mano alla spalla del ragazzo che trasalì.
Il ragazzo si voltò, e con una mano trovò prima la spalla, quindi il viso del vecchio. Lo sfiorò leggermente, seguendo i rugosi lineamenti. Era l'unico modo che aveva per sapere chi aveva dietro di sè. Per primo il ragazzo prese la parola.
E parlarono... Come nessuno dei due aveva fatto mai."


~~~~~~~~~~~~~

...
Scritto da: Mikuchan89 alle ore 12:31 | link | commenti (1)
mercoledì, 04 giugno 2008
494!!!

Siori e siore, bambini e bambine, sono qui per annunciare una mia grande conquista *__* le 494 combo (tutte) dell'Odorikuru Mamboleo su stepmaniaaaaaaaaaaa!!!!

 

Voi direte: ma è semplice! E io vi dico... chissenefrega! ahah *O* XDDDD *il delirio di una folle*

ok ok... non ho un granché da fare mentre sono a casa. Forse dovrei ripassare qualcosa... Forse.. xD

Scritto da: Mikuchan89 alle ore 16:11 | link | commenti (3)