Cara mia stella, che come me sei nata dalla polvere, e che mi osservi dall'alto da quel giorno: oggi ti guardo anch'io, mentre penso a tutto ciò che la vita porta e porta via... Forse tu dall'alto vedi ciò che m'accade, ma forse non sai com'è star sull'onda che va e che viene, vedere persone intorno a se che possono muoversi, mentre tutto lassù si muove sempre più velocemente..
Mentre noi ci aggiriamo su questa terra come fantasmi, c'incontriamo e ci perdiamo... E non riusciamo mai a capire in tempo, facciamo errori, perdiamo chi era accanto a noi e ci rendeva fino al giorno prima la vita bellissima... E allora cerchiamo qualcun altro che possa prendere il suo posto, finché si perda anche lui... Dimmi, o mia stella, che senso ha tutto questo visto da lassù? Non è forse vero che anche tu vorresti star quiggiù, per poter passeggiare tra altri? Non ti sembrano incolmabili le distanze tra te e le altre stelle? Noi qui possiamo muoverci, possiamo parlare, ma spariam presto, e senza far rumore, come tanti fogli di carta che cadono volteggiando nell'aria, finché lievemente toccano terra... Mentre voi lassù vivete e ci lanciate i vostri grandi segnali da distanze che sembrano infinite... Finché non finite la vostra vita in una grande luce, quasi per dire... "ecco, sto andando via".
Forse cara stella, vuoi dir qualcosa a noi? Peccato che tu non possa parlare, ma secondo me ci diresti quanto siamo sciocchi a non godere della compagnia degli altri, quanto tu vorresti esserlo, condannata a restar anni luce lontana dai tuoi vicini...
E io alzo una mano, e posso quasi dire di poterti toccare...