Fu nel ventre di una stella cadente che nacque una scintilla.
Che scivolò nell'aria fino a terra, alzando un fiato di vita.
Vita che crebbe sotto forma di un bambino candido, figlio delle stelle e della notte, che lo tenevano nel loro grembo, lontano dalla luce che avrebbe spazzato via quella vita.
Egli correva sfuggendole. Imparò ben presto che la luce v'era anche in lochi bui, magia nata dalla mente umana... Ed egli corse ancora di più, cercando il luogo che più potesse portarlo alla tranquilla oscurità del cielo, che sembrava irraggiungibile... E ogni volta capiva che non l'avrebbe trovata. E corse più forte. Non riusciva a vedere le cose intorno a lui, ormai. Quegli attimi sfocati scorrevano velocemente dietro le sue spalle, che mai si volsero.
Destino volle che la luce che lo inseguiva gli si mostrasse lungo il cammino di quella lunga ed interminabile corsa... V'era una cosa che le stelle e la notte non avrebbero potuto comprendere, ciò di cui la natura dell'uomo può aver paura ed orgoglio, e ciò è l'amore... Ebbene egli rimase abbagliato da quella vista, seppure tentò di farla passare dietro assieme al resto, si fermò a contemplarla...
In quel tempo, la notte pianse lacrime amare, mentre il suo manto protettivo scivolava via da quell'unico figlio, sapendo che non l'avrebbe più rivisto...
Questa storia era pronta tra le note del mio cellulare (dove lascio andare tutti quei pensieri che si fanno strada nel mio cervelletto malsano =P) da molto tempo, direi l'inizio del mese di agosto... quindi non c'entra nulla con quello che è successo, o succederà ^ ^" lo dico per non offendere qualcuno all'ascolto...
Bene, dopo questa delucidazione... saluti da Miku, e alla prossima ^^
Questo è un giorno importante per me ^__^ non scriverò niente di triste! (straaano eh? XDD)
Un anno è passato da oggi... e fa molto più caldo °° ricordo bene quei pomeriggi freddi di un anno fa... le cioccolate calde si sprecavano XD
Sebbene siano stati ricordi tristi, non voglio assolutamente dimenticarli, per due motivi:
hanno avuto una grande importanza per me e a ripensarci mi viene anche da sorridere...
così, vorrei ringraziare tutti: chi mi è stato accanto, chi mi ha sostenuta e che continua a farlo, ma anche chi mi ha voluto male e mi ha parlato alle spalle, perchè no XD
(sembra stia parlando di molta gente, ma degli ultimi... boh non ricordo nessuno °° però mi pareva giusto ringraziarli, poveretti [ma di cosa? °__°"])
Grazie a due persone in particolare, anche se qualche volta hanno lo stesso vizio di chiudermi la porta °° e vabbè, fa bene prendere aria XDDD
detto questo, vado a mangiare la pizza sperando di non sentirmi male Oo
....che pecetta ç___ç
Saluti e a presto dalla piccola Micchan ^^
Eccomi qua a scrivere il primo post di un nuovo blog ^^ qualcuno di voi saprà che avevo un altro blog prima, ma che ho chiuso per mia stupidità XDDDD in ogni caso... benvenuti! Questa volta si apre in bellezza! Vi anticipo che moolto spesso scriverò qui le mie storie solitamente monocapitolo, quindi sarà un po' anche una mia raccolta, altrimenti, con la confusione che ho nel pc, in giro, tra le varie cose, sparisce tutto quanto °° XD hmm... beh, cosa posso dirvi? questa giornata è stata molto bella ^^ sono passata (come sempre dopotutto) in ogni stato d'animo possibile, per poi arrivare a questa tranquillità... Un inchini *inchin* e un saluto! *salut* Arrivederci a presto, vi lascio su una piccola storiella, quasi una favoletta appena scritta ^^
ps: lo so, nn c'è molto per ora... ma penso che metterò tutto pian piano, non vi preoccupate... ma non stasera, che son stanca @@ buonanotte!
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Il vecchio e l'albero
-Sta arrivando, sta arrivando nonno!- Un bimbo lasciò che la palla cadesse a terra e rimbalzasse in un lato della strada, voltandosi e iniziando a correre verso i vicoli di quel paesino giallo e spento. Passava in quei vicoli calciando tutto ciò che trovava, vecchi barattoli, oggetti di ogni tipo lasciati da chi aveva abbandonato quelle case a se stesse. Alcune erano persino aperte, private della vita frenetica che vi viveva dentro. Intanto, un anziano sguardo aveva seguito il bimbo disperdersi tra le case. Poi si era poggiato nella polvere che aveva steso il suo manto su tutte le case, seguendo ricordi lontani... E, come sempre, era tornato su quel vecchio legno nero. Un albero di cui rimaneva solo uno scheletro nodoso e secco... morto da tempo, probabilmente. Immagine ferma di quel che era successo ormai anni prima... Di tutti i forti rami, solo due avevano resistito al tempo, protesi in avanti verso l'unica via di uscita... dove aveva visto tutti andar via. Era l'ultimo grido di dolore e disperazione di un vecchio albero... Su quella corteccia v'erano ancora incisi i nomi di qualche amante... quelli dei bambini che giocavano tra le fronde... Ma nessuno, andando via, aveva pensato al vecchio albero che era stato loro compagno di giochi. Solo lo sguardo di un altro anziano potè leggere in quell'animo... sempre se ce ne fosse stato uno. Ma questo non gl'importava, aveva trovato colui che avrebbe ascoltato senza ribattere tutti i suoi racconti... Così gli raccontò la vita di un viaggiatore, che non era mai riuscito a fermarsi, a godere di un attimo di pace e silenzio... ma che li aveva sempre cercati. Tutti i pezzi di quel puzzle che era la sua vita, si trovavano ora sparpagliati, e mentre raccontava lui li rimetteva assieme... Ora che finalmente aveva trovato il luogo dove stare in pace, risanare quelle ferite che i viaggi gli avevano provocato...
E mentre l'uomo raccontava, l'albero sognava? Le sue anime sembravano toccarsi... Ma entrambe erano sicure di una cosa. Quando sarebbe arrivato il momento, il tempo non sarebbe stato più loro.
E quel momento arrivava assieme alla pioggia rinfrescante... il bambino sguazzava a piedi nudi in una pozzanghera. Il vecchio sorrise, e fu sicuro che a modo suo lo fece anche l'albero.